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Filtri di posta aziendali e rimbalzi: dove si perdono i messaggi B2B
Su 74.744 destinatari professionali, l'1,4% ha prodotto il 93% dei rimbalzi. La variabile che spiega la differenza non è il contenuto del messaggio ma il servizio che filtra la posta dell'azienda destinataria. È un dato che riguarda chiunque scriva a imprese strutturate, anche in proprio.
| Servizio che riceve la posta del destinatario | Tasso di rimbalzo | Tipo di servizio |
|---|---|---|
| Sophos | 100% | filtro gestito |
| Mimecast | 43,8% | filtro gestito |
| Google Workspace | sotto lo 0,5% | casella aziendale |
| Microsoft 365 | 0,3% | casella aziendale |
| Totale destinatari dietro i due filtri gestiti | 1.029 (1,4% del totale) | pari al 93% dei rimbalzi |
Il dato tecnico: il record MX
Ogni dominio dichiara pubblicamente, nel proprio DNS, quale server riceve la sua posta. È il record MX, ed è consultabile gratuitamente da chiunque prima di inviare un messaggio. Leggerlo permette di sapere in anticipo se l'azienda destinataria protegge la propria casella con un filtro gestito, che applica regole molto più severe, oppure con una casella aziendale standard. È una verifica che costa pochi secondi per dominio e che quasi nessuna impresa esegue prima di una campagna in proprio.
Perché riguarda proprio le aziende in target
I filtri gestiti non sono distribuiti a caso: proteggono in prevalenza organizzazioni di dimensione media e grande, cioè spesso proprio le imprese che un fornitore B2B vuole raggiungere. La conseguenza è controintuitiva. Una lista costruita bene, con aziende strutturate, ha statisticamente più probabilità di incontrare filtri aggressivi di una lista generica. Il problema di consegna, in altre parole, cresce con la qualità del target, non diminuisce.
Cosa se ne ricava chi invia in proprio
Tre indicazioni operative, indipendenti da qualunque fornitore. Leggere il record MX dei domini in lista prima dell'invio e separare quelli dietro filtri gestiti, da lavorare con volumi bassissimi o su altri canali. Verificare quotidianamente se i propri domini compaiono nelle blacklist pubbliche, che i filtri gestiti leggono in tempo reale. Non inviare mai dal dominio aziendale principale, perché un problema di reputazione colpirebbe la posta che serve a fatturare.
Fonte
Numeri pubblicati dall'editore, UNEEK S.r.l., sul proprio sito (articolo dell'8 settembre 2026 sui rimbalzi per filtro antispam). La redazione ha verificato la coerenza interna delle percentuali, non i dati grezzi.
Cosa questo dato non dice
- La rilevazione riguarda le campagne di un solo operatore, sul mercato italiano, in un periodo definito.
- Il tasso del 100% su un singolo filtro è calcolato su una base di destinatari molto più piccola delle altre righe: va letto come indicazione di direzione, non come costante universale.
- I filtri modificano le proprie regole nel tempo: una rilevazione di settembre 2026 non è automaticamente valida sei mesi dopo.
- La redazione non ha avuto accesso ai log grezzi e non è in grado di replicare la misura in modo indipendente.
Prossimo aggiornamento
Marzo 2027, con la ripetizione della misura sullo stesso denominatore.
Il metodo di selezione, aggregazione e correzione è nella pagina di metodologia.
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