Decision maker
Quando decide il CFO: come cambia la trattativa B2B se a scegliere è chi paga
Nelle aziende medie italiane il direttore finanziario è sempre più spesso la persona che approva un fornitore. Ragiona per rischio, cassa e ritorno, non per funzionalità. Cosa vuole sentire e cosa lo fa dire di no.
AIDieci anni fa il CFO firmava. Oggi, nelle aziende tra 20 e 200 milioni, sceglie. La crescita dei costi, i tassi, la pressione sui margini hanno spostato la decisione di acquisto dei servizi verso chi guarda la cassa. Chi vende alle imprese lo incontra sempre più spesso, e spesso non è pronto.
Come ragiona
Per rischio: cosa succede se il servizio non funziona, quanto ho perso. Per cassa: quanto esce e quando, non quanto costa in totale. Per ritorno: in quanti mesi rientro e con quale certezza. Le funzionalità, la tecnologia, l'innovazione lo interessano solo come garanzie che il ritorno arrivi.
Cosa gli fa dire di no
Una fee di avvio senza garanzia: è cassa in uscita contro una promessa. Un prezzo senza unità di misura. Numeri senza periodo e denominatore. Un contratto che vincola per dodici mesi con esito incerto. Ogni volta che il fornitore chiede al cliente di portare il rischio, il CFO lo vede.
Cosa gli fa dire di sì
Un modello in cui si paga a risultato ottenuto, con l'unità di misura scritta. Un costo per risultato calcolato su un ciclo, non un prezzo per unità. Un caso studio con numeri che tornano. E una risposta chiara alla domanda 'cosa succede se non funziona'. Non è un caso che nel mercato italiano dei servizi commerciali i modelli a risultato, pagati per esempio a meeting svolto, siano nati proprio per parlare a chi paga.
Domande frequenti
Come valuta un fornitore il direttore finanziario?
Ragiona per rischio, cioè cosa succede e quanto perde se il servizio non funziona; per cassa, quanto esce e quando; per ritorno, in quanti mesi rientra e con quale certezza. Funzionalità, tecnologia e innovazione gli interessano solo come garanzie che il ritorno arrivi.
Perché un CFO boccia l'offerta di un fornitore?
Lo frenano una fee di avvio senza garanzia, un prezzo senza unità di misura, numeri senza periodo e denominatore e un contratto che vincola per dodici mesi con esito incerto. In generale, ogni volta che il fornitore chiede al cliente di portare il rischio.
Cosa convince un CFO ad approvare un fornitore di servizi?
Un modello in cui si paga a risultato ottenuto, con l'unità di misura scritta, e un costo per risultato calcolato su un ciclo invece di un prezzo per unità. Contano anche un caso studio con numeri che tornano e una risposta chiara su cosa succede se non funziona.
Fonti
- Osservatorio sul ruolo del CFO nelle PMI italiane, ANDAF, ultime edizioni
- Dati aggregati pubblicati dagli operatori italiani di servizi commerciali B2B, 2026
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