Normativa · Chimica e farmaceutica
Vendere chimica alle imprese: la scheda di sicurezza va consegnata entro la fornitura, e se manca la sanzione arriva a 60.000 euro
La chimica italiana ha fatturato 63,5 miliardi nel 2025 e il 71,5% dei prodotti chimici finisce nell'industria. Per chi vende sostanze e miscele il contratto non basta: il regolamento REACH chiede una scheda di dati di sicurezza in italiano, consegnata entro la fornitura e aggiornata ai clienti dell'ultimo anno. Intanto il calendario del nuovo CLP sposta parte delle regole sulle etichette al 2028.
AICon 63,5 miliardi di euro di fatturato nel 2025 e oltre 116 mila addetti, la chimica è la quinta industria italiana e il terzo produttore europeo, secondo Federchimica. È anche un settore sotto pressione: la produzione è calata del 3,2% nel 2025 e del 5,4% nei primi quattro mesi del 2026. Per le imprese che vendono sostanze e miscele ai propri clienti industriali, e per i distributori che le rivendono, un mercato che si restringe rende più costosi gli errori. Nella chimica molti errori commerciali sono anche violazioni di legge, perché la documentazione che accompagna il prodotto fa parte della vendita. Questo articolo mette in fila cosa chiede la norma a chi vende, quanto costa sbagliare e cosa cambia nei prossimi due anni.
Chi compra chimica in Italia: per il 71,5% l'industria
Le imprese chimiche in Italia erano 2.849 nel 2024, con 113.600 occupati, e secondo Federchimica il 70% sono PMI. Il mercato interno assorbe oltre 77 miliardi di euro di prodotti chimici, e le importazioni superano le esportazioni: 53,1 miliardi contro 40,6. Sul lato dei clienti, le tavole input-output dell'Istat elaborate dalla federazione dicono che il 71,5% dei prodotti chimici va all'industria, il 14% ai consumi delle famiglie e l'11,1% ai servizi. Il primo cliente è la gomma-plastica, con il 18,3%, seguita da tessile e cuoio, metalli, alimentare e costruzioni, tra il 5 e il 6% ciascuno. La geografia è concentrata: la Lombardia pesa il 40,4% degli addetti del settore e il Nord quasi il 78%.
La scheda di dati di sicurezza: quando, in che lingua, a chi
Chi vende una sostanza o una miscela classificata pericolosa a un utilizzatore professionale o a un distributore deve fornirgli una scheda di dati di sicurezza. L'articolo 31 del regolamento (CE) 1907/2006, il REACH, fissa tre regole che riguardano anche il commerciale. La scheda va fornita gratuitamente, su carta o in forma elettronica, entro la data di fornitura. Va redatta nelle lingue ufficiali del Paese in cui il prodotto è immesso sul mercato, quindi in italiano per un cliente italiano. E va aggiornata tempestivamente quando emergono nuove informazioni sui pericoli o sulle misure di gestione dei rischi, o quando arrivano un'autorizzazione o una restrizione: la nuova versione va inviata a tutti i clienti riforniti nei dodici mesi precedenti. Dal 1° gennaio 2023 vale solo il formato del regolamento (UE) 2020/878.
Quanto costa sbagliare: le sanzioni italiane
In Italia l'autorità competente per il REACH è il ministero della Salute, e le sanzioni le fissa il decreto legislativo 133 del 2009. Il fornitore che non consegna la scheda o non la aggiorna nei casi previsti rischia una sanzione amministrativa da 10.000 a 60.000 euro. Se la scheda c'è ma non è in italiano, non è datata o è incompleta o inesatta, la sanzione va da 3.000 a 18.000 euro. Per le etichette vale il decreto legislativo 186 del 2011, che sanziona il regolamento CLP: da 5.000 a 30.000 euro per un'etichetta non conforme, da 3.000 a 18.000 se non è in italiano. C'è poi un costo commerciale. Un cliente che riceve una scheda vecchia o in un'altra lingua ha un motivo formale per fermare l'ordine finché non arriva quella giusta.
Chi vende oggetti: la soglia dello 0,1% e l'elenco delle sostanze candidate
L'obbligo non riguarda solo chi vende chimica. Secondo l'articolo 33 del REACH, il fornitore di un articolo, cioè di un oggetto come un componente, un imballaggio o un tessuto, che contiene una sostanza estremamente preoccupante dell'elenco delle sostanze candidate in concentrazione superiore allo 0,1% in peso, deve comunicarlo al cliente, indicando almeno il nome della sostanza. Se a chiederlo è un consumatore, la risposta va data gratuitamente entro 45 giorni. Con l'aggiornamento dell'ECHA del 4 febbraio 2026, che ha aggiunto l'n-esano e il bisfenolo AF, l'elenco contava 253 voci: prima di rispondere a un cliente va controllata la versione corrente. La sanzione italiana per chi non rispetta l'articolo 33 va da 5.000 a 30.000 euro. Su un caso vicino, gli imballaggi per alimenti, abbiamo scritto in /normativa/imballaggi-alimentari-ppwr-pfas-dichiarazione-di-conformita.
Etichette: il calendario del nuovo CLP arriva al 2028
Il regolamento (UE) 2024/2865, che rivede le regole su classificazione, etichettatura e imballaggio, è in vigore dal 10 dicembre 2024. Il regolamento (UE) 2025/2439, pubblicato a dicembre 2025 per fermare l'orologio, ne ha scaglionato l'applicazione: alcune disposizioni dal 1° luglio 2026, altre dal 1° gennaio 2027, altre ancora dal 1° gennaio 2028. Secondo il Parlamento europeo il rinvio al 2028 riguarda soprattutto la formattazione obbligatoria delle etichette, i tempi di rietichettatura, la pubblicità e le vendite a distanza. Un ulteriore pacchetto di semplificazione, concordato nel giugno 2026, toglierebbe le dimensioni minime dei caratteri sulle spedizioni tra imprese, ma vale solo dopo l'approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Per chi vende conviene concordare per iscritto, nell'offerta, quale versione di etichetta e di scheda si consegna, come spiegato in /vendite-b2b/quando-un-preventivo-diventa-contratto-validita-offerta.
Domande frequenti
Quando va consegnata la scheda di sicurezza di un prodotto chimico?
Secondo l'articolo 31 del regolamento REACH, entro la data di fornitura della sostanza o della miscela, gratuitamente, su carta o in forma elettronica, nella lingua del Paese in cui il prodotto è venduto. Se emergono nuove informazioni sui pericoli va aggiornata e inviata ai clienti riforniti nei dodici mesi precedenti.
Che sanzione rischia chi non fornisce la scheda di dati di sicurezza?
In Italia il decreto legislativo 133 del 2009 prevede da 10.000 a 60.000 euro per chi non fornisce o non aggiorna la scheda, e da 3.000 a 18.000 euro se la scheda non è in italiano, non è datata o è incompleta o inesatta.
Quante sono le imprese chimiche in Italia?
Secondo Federchimica erano 2.849 nel 2024, con 113.600 occupati, e il 70% sono PMI. Nel 2025 il settore ha fatturato 63,5 miliardi di euro con oltre 116 mila addetti, ed è il terzo produttore chimico europeo.
Fonti
- Federchimica, comunicato stampa del 23 giugno 2026: fatturato e addetti 2025, andamento della produzione nel 2025 e nei primi quattro mesi del 2026
- Federchimica, comunicato stampa del 27 ottobre 2025 (assemblea annuale): imprese chimiche e quota di PMI
- Federchimica, L'industria chimica in cifre 2025, capitoli 1 e 3: dimensioni del settore nel 2024 (produzione, export, import, domanda interna, imprese, occupati), destinazione dei prodotti chimici per settore su tavole input-output Istat 2021, distribuzione territoriale degli addetti
- Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH), testo consolidato al 23 giugno 2025: articolo 31, paragrafi 5, 8 e 9; articolo 33, paragrafi 1 e 2
- Regolamento (UE) 2020/878, articoli 2 e 3: nuovo formato della scheda di dati di sicurezza, applicabile dal 1° gennaio 2021 con periodo transitorio fino al 31 dicembre 2022
- ECHA, aggiornamento dell'elenco delle sostanze candidate del 4 febbraio 2026 (253 voci), nella notizia della Commissione europea del 12 marzo 2026
- Decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, articolo 5-bis (ministero della Salute autorità competente per il REACH); decreto legislativo 14 settembre 2009, n. 133, articolo 10; decreto legislativo 27 ottobre 2011, n. 186, articolo 7
- Regolamento (UE) 2024/2865 (revisione del CLP) e regolamento (UE) 2025/2439 (rinvio delle date di applicazione); Parlamento europeo, comunicato del 23 ottobre 2025; Commissione europea, comunicato del 16 giugno 2026 sull'accordo politico per la semplificazione delle regole sulla chimica
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